Ansia, Paura e Coraggio.

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Quando parliamo di ansia, paura e coraggio non sono altro che due lati della stessa medaglia.

Ansia
L’ansia normale, o fisiologica, o d’allarme, è uno stato di tensione psicologica e fisica che implica un’attivazione generalizzata di tutte le risorse dell’individuo, consentendo così l’attuazione di iniziative e comportamenti utili all’adattamento. Essa è diretta contro uno stimolo realmente esistente, spesso ben conosciuto, rappresentato da condizioni difficili ed inusuali. L’ansia è invece patologica quando disturba in maniera più o meno notevole il funzionamento psichico, determinando una limitazione delle capacità di adattamento dell’individuo. È caratterizzata da uno stato d’incertezza rispetto al futuro, con la prevalenza di sentimenti spiacevoli; a volte è vaga, cioè senza una precisa causa riconoscibile, oppure può riguardare specifici oggetti ed eventi; si riferisce ad un futuro imminente, oppure alla possibilità di eventi più o meno lontani; accompagna spesso altri problemi psicologici e psichiatrici, nonché i conflitti irrisolti della persona che ne è affetta; ha un’intensità tale da provocare una sofferenza insopportabile; determina comportamenti di difesa che limitano l’esistenza, come l’evitamento di situazioni ritenute potenzialmente pericolose o di controllo attraverso la messa in atto di rituali di vario tipo.
L’ansia patologica si ritrova, oltre che come un disturbo a sé stante, anche in quasi tutte le malattie psichiatriche: demenze, schizofrenia, depressione e mania, disturbi di personalità, sessuali e dell’adattamento. Si tratta di un problema che ha una prevalenza, nell’arco della vita, del 30,5% nelle donne e del 19,2% negli uomini.

Possiamo dire, parlando di emozioni, che l’ansia è una gradazione della paura, infatti la Paura può manifestarsi sotto varie forme e gradazioni di intensità :

ansia, timore, nervosismo, preoccupazione, apprensione, cautela, esitazione, tensione, spavento, terrore e, come stato psicopatologico, fobia e panico.

Per il Dizionario di Counseling la paura è uno stato di eccitazione abbinato alla valutazione cognitiva di un evento od oggetto come minaccioso.

Per l’enciclopedia Treccani è uno stato emotivo consistente in un senso di insicurezza, di smarrimento e di ansia di fronte ad un pericolo reale o immaginario o dinnanzi a cosa o a fatto che sia o si creda dannoso. Più o meno intenso secondo le persone e le circostanze, assume il carattere di un turbamento forte e improvviso, che si manifesta anche con reazioni fisiche, quando il pericolo si presenti inaspettato, colga di sorpresa o comunque appaia imminente.

Praticando una sintesi alle teorie psicologiche, fisiologiche, biologiche e socio fisiologiche che negli anni si sono succedute nello studio delle emozioni possiamo affermare che il termine paura viene, quindi, utilizzato per esprimere sia una emozione attuale che un’emozione prevista nel futuro, oppure una condizione pervasiva ed imprevista, o un semplice stato di preoccupazione e di incertezza.

L’esperienza soggettiva, il vissuto fenomenico della paura è rappresentata da un senso di forte spiacevolezza e da un intenso desiderio di evitamento nei confronti di un oggetto o situazione giudicata pericolosa. Altre costanti dell’esperienza della paura sono la tensione che può arrivare sino alla immobilità (l’essere paralizzati dalla paura) e la selettività dell’attenzione ad una ristretta porzione dell’esperienza. Questa focalizzazione della coscienza non riguarda solo il campo percettivo esterno ma anche quello interiore dei pensieri che risultano statici, quasi perseveranti. La tonalità affettiva predominante nell’insieme risulta essere negativa, pervasa dall’insicurezza e dal desiderio di fuga.

Le manifestazioni corporee della paura, la così detta “faccia della paura”, si manifesta in un modo molto caratteristico: occhi sbarrati, bocca semi aperta,sopracciglia avvicinate, fronte aggrottata. Questo stato di tensione dei muscoli del viso rappresenta l’espressione della paura che è ben riconoscibile anche in età precoce e nelle diverse culture.

Le alterazioni psicofisiologiche sembrano differenziarsi fra quelle che si associano a stati di paura intensi, come il panico e la fobia, e quelle invece concomitanti alla preoccupazione e all’ansia. Precisamente, uno stato di paura acuta ed improvvisa caratteristica del panico e della fobia, si accompagna ad una attivazione del sistema nervoso autonomo parasimpatico; si ha quindi un abbassamento della pressione del sangue e della temperatura corporea, diminuzione del battito cardiaco e della tensione muscolare, abbondante sudorazione e dilatazione della pupilla. Il risultato di tale attivazione è una sorta di paralisi, ossia l’incapacità di reagire in modo attivo con la fuga o l’attacco. La funzione di questa staticità indotta dallo stimolo fobico sembra quella di difendere l’individuo dai comportamenti aggressivi d’attacco scatenati dalla fuga e dal movimento. Paradossalmente, in casi estremi, tale reazione parasimpatica può condurre alla morte per collasso cardiocircolatorio. Stati di paura meno intensi invece attivano il sistema nervoso simpatico, per cui i peli si rizzano, ai muscoli affluisce maggior sangue e la tensione muscolare ed il battito cardiaco aumentano; il corpo è così pronto all’azione finalizzata all’attacco oppure alla fuga.

Nella nostra ricerca di chiarezza, passando ora all’altro aspetto o faccia della medaglia,  potremmo affrontare il tema del Coraggio.

Il Coraggio è una virtù umana spesso confusa con l’eroismo.

L’atto eroico è molto diverso dall’atto di coraggio: nel primo caso è necessaria la presenza di un eroe che, per definizione classica, è in genere un semidio o un uomo dotato di straordinarie doti fisiche e mentali; nel secondo caso invece il coraggio presuppone l’avere prima paura e il superarla.

Oriana Fallaci diceva :”Il coraggio è fatto di paura”

In un famoso videogioco gli sviluppatori facevano dire ai protagonisti  “La paura è l’oscura prigione della luce.Il coraggio è la chiave.”

Giovanni Scafoglio giornalista italiano afferma:”La paura è necessaria, diffido sempre di chi afferma di non aver paura, si tratta di idioti o incoscienti. La paura ci mostra le nostre oscure prigioni. È poi il coraggio a portare la luce.”

Fondamentalmente possiamo dire che il coraggio è continuare ad agire, andare avanti a dispetto della paura, e girare angoli senza sapere cosa ci sia dietro.

A tale proposito Giovanni Frazzetto propone la lettura di un testo di Rainer Maria Rilke tratto da lettere a un giovane poeta. L’autore incoraggia ad accogliere le incertezze perché  accettare ed affrontare l’angoscia davanti all’inspiegabile, intrinseco e fondamentale aspetto dell’esistenza, costituisce il miglior approccio per convivere con l’ansia e superarla.

Mycounselor Manuela Fogagnolo

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