Il Colloquio Motivazionale con gli Adolescenti – seconda parte

Come promesso nell’articolo precedente sul Colloquio Motivazionale con gli Adolescenti, vorrei iniziare, a piccoli passi, ad addentrarmi nella filosofia di fondo, nelle potenzialità di utilizzo e nelle sue caratteristiche particolari.

 

Esistono Corsi base ed avanzati per l’apprendimento di tale strumento che sicuramente sono essenziali per iniziare ad operare, ma, certamente basilare, non è solo apprendere le tecniche e le abilità, quanto assimilarne lo “spirito”.

Come afferma W.Miller * non far proprio tale elemento essenziale è come imparare a memoria le parole di una canzone della quale non conosciamo la musica. Infatti, nell’interazione con il proprio cliente, l’operatore crea una danza accompagnata dalla musica di sottofondo rappresentata dallo Spirito del Colloquio Motivazionale.

 

Ho già avuto modo di specificare di che si tratta ma per completezza possiamo dire che, quando parliamo di spirito intendiamo il complesso emozionale e cognitivo “cuore e mente” composto da collaborazione, accettazione, propensione all’aiuto, evocazione.

 

Sempre rimanendo in tema musicale e parlando di una delle tappe fondamentali del cambiamento, del quale si occupa il CM, prenderei a riferimento una frase di Erica Jong :”L’ambivalenza è una fantastica melodia su cui danzare. Ha un ritmo tutto suo.

L’ambivalenza è parte di quel dialogo che si instaura quando cominciamo a meditare il cambiamento. Può instaurarsi a livello di dialogo interiore, mentre riflettiamo sui pro ed i contro e sulle possibili alternative o svolgersi in modo interpersonale, accompagnati da una figura esperta.

L’ambivalenza è l’ambito d’azione del Colloquio Motivazionale, il luogo ove si vagliano le argomentazioni che possono dissuadere o persuadere dal cambiamento e dove l’uso di Affermazioni adeguate possono effettivamente condurre al cambiamento stesso.

 

Esperti linguisti hanno avuto modo di studiare il linguaggio utilizzato normalmente dalle persone quando si accingono a compiere determinate azioni, hanno studiato le interazioni tra le persone ed il linguaggio utilizzato nel corso di una richiesta e l’attenzione che il richiedente pone alle parole espresse nella risposta dell’interrogato.

Il risultato di tali studi ha dimostrato che, quando il linguaggio del richiedente conteneva un livello di richiesta maggiore di quanto l’altro fosse intenzionato a concedere le interazioni non andavano a buon fine.

Questi studi hanno spinto all’approfondimento ed alla conoscenza e lettura dei segnali che vengono emessi durante una interazione al fine di diventare esperti in questa abilità sociale. Utilizzare tali conoscenze nei colloqui e nelle consultazioni mediche consente di non anticipare il livello di motivazione al cambiamento del proprio cliente ma bensì di stare al passo con lui nel processo di evoluzione.

 

Esistono vari livelli di Affermazioni Orientate al Cambiamento:

 

– di Preparazione

– di Attivazione

 

Per ognuno di questi livelli esistono delle gradazioni differenti o dei sottotipi.

 

Nel primo caso si tratta di affermazioni che esprimono motivazioni per cambiare senza specificare i seguenti passi specifici o impegni concreti per poterli fare sono affermazioni di Desiderio, Capacità, Ragione e Necessità.

 

Nel secondo caso esprimono o implicano azioni verso il cambiamento come l’Impegno, la Mobilizzazione o il fare Passi Avanti.

 

 

Vorrei lasciarvi il tempo di riflettere su quanto presentato fin qui e, nei prossimi articoli, continuare ad approfondire l’uso e le qualità delle Affermazioni Orientate al Cambiamento.

 

 

A Presto

 

My Counselor

Manuela Fogagnolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

*Professore di psicologia e psichiatria all’università di New Mexico, ha pubblicato numerosi libri e articoli sul trattamento dei comportamenti problematici. Ha elaborato strategie cliniche innovative e una serie di colloqui strutturati per la valutazione dei problemi di alcolismo

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