Comunicazione analogica e digitale

comunicazione digitale e analogica
comunicazione analogica e digitale

 

Nella comunicazione umana si hanno due possibilità del tutto diverse di far riferimento agli oggetti (in senso esteso):

  1. dargli un nome;
  2. rappresentarli con un’immagine (come quando si disegna).

 

Questi due modi di comunicare sono rispettivamente equivalenti ai concetti di analogico e numerico. Ogni volta che si usa una parola per nominare una cosa è evidente che il rapporto tra il nome e la cosa nominata è un rapporto stabilito arbitrariamente. Le parole sono segni arbitrari che vengono manipolati secondo la sintassi logica della lingua.

 

Nella comunicazione analogica si può far riferimento con maggiore facilità alla cosa che si rappresenta. La comunicazione analogica ha le sue radici in periodi molto più arcaici dell’evoluzione e la sua validità è quindi molto più generale del modulo numerico della comunicazione verbale, relativamente recente e assai più astratto.

La comunicazione non verbale non si limita al movimento del corpo, ma include le posizioni del corpo, il ritmo e la cadenza delle parole stesse, e ogni altra espressione non verbale di cui l’organismo sia capace, come pure i segni di comunicazione immancabilmente presenti in ogni contesto in cui ha luogo un’interazione.

 

 

Passando dalla parte del ricevente che deve decodificare una comunicazione, la traduzione da un piano analogico non verbale a quello logico verbale, presenta però spesso delle difficoltà, dal momento che il materiale analogico può dar luogo ad interpretazioni diverse tra loro, talvolta addirittura incompatibili.

Ne sono degli esempi quegli atti comunicativi non verbali che possono avere un significato opposto in due culture diverse.

 

In altri casi una predisposizione preconcetta verso un interlocutore può farci vedere solo quello che conferma la nostra idea: in questo caso il margine di errore nella comunicazione dei segnali non verbali può essere altissimo.

– Fuga di comunicazione non verbale

– Atti di scarico tensionale

 

– Segnali di verifica subliminali

 

Ad esempio: una persona (A) che dice verbalmente che verrà ad un appuntamento e non verbalmente si spazzola simbolicamente una manica. In questo esempio l’interlocutore (B) andrà via con la sensazione più o meno cosciente che l’interlocutore abbia mentito.

 

In questo caso la persona A non ha voluto dire di no apertamente, allo stesso tempo il suo non verbale ha espresso un vero e proprio comando: “non credermi”, che è tanto più subdolo quanto subliminale.

 

Questo non è affatto un invito ad usare questo tipo di comunicazione, semmai a riconoscere la discordanza tra verbale e non verbale.

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