Gruppo dinamica e struttura – parte 4

gruppo di base

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Come abbiamo visto nella 3 parte il comportamento del gruppo è divisibile in due aree:

  • Socio Emotiva = della comunicazione non verbale
  • Socio Operativa = attinente al compito

Analizziamo ora l’Area Socio Emotiva tenendo sempre presente che la stessa influenza anche l’Area Operativa attinente al compito.

Quest’area chiamata anche Legame Collettivo nasce dai bisogni, esperienze, desideri e dalla rappresentazione collettiva.

Si concretizza in una serie di transazioni e alleanze dinamiche e prevalentemente latenti.

Tutti gli aspetti e la vita del gruppo sono caratterizzati dall’affettività e generalmente lo studio di tali aspetti ha delle connotazioni specifiche a seconda dell’approccio utilizzato :

  • Psicoanalitico
  • Della Relazione Immediata

Per quanto riguarda l’approccio psicoanalitico per capire come si è sviluppato il concetto di affettività è bene partire da Freud: egli considera il gruppo l’insieme di desideri verso gli oggetti affettivi primari e l’oggetto complementare.Vi è nel gruppo la costante ricerca di possesso di tali oggetti attraverso il processo dell’identificazione.

Il leader nel gruppo è l’oggetto fondamentale di desiderio di tutti e quindi di identificazione.

Il leader incarna l’ideale dell’io, il padre, l’oggetto primario che fa nascere il legame tra i membri che si percepiscono simili per la comune affezione verso il capo.

Il leader quindi assume la posizione centrale nel gruppo.

Il gruppo in questo caso non è altro che la trasposizione a livello più ampio delle problematiche familiari ( possesso dei genitori attraverso il leader, sentirsi legati come fratelli, volontà di identificarsi con il leader)

In quest’ottica il gruppo è estremamente conflittuale gli elementi centrali – leader per Freud- assumono un’importanza particolare all’interno del gruppo stesso ( tendono all’unione o alla disunione del gruppo stesso)

Altro aspetto fondamentale è quello identificatorio : ci si identifica con gli aspetti centrali – leader.

M.Klein pone l’accento sull’ambivalenza degli affetti.

Lo stesso oggetto, infatti, può essere di volta in volta o simultaneamente buono o cattivo.

La Klein aggiunge a Freud che non è vero che amo il leader ma posso anche amarlo ed odiarlo allo stesso tempo.

Questa ambivalenza  provoca angoscia, vengono generati fantasmi che proiettati all’esterno si interpongono tra il soggetto e l’avvenimento.

A questo livello il gruppo agita un vissuto fantastico ove si ha paura di essere mangiati, dove l’identità dell’io rischia di mettersi in gioco.

L’individuo prova la stessa paura già provata con la madre = quella di perdersi , e di annientarsi negli altri.

I fantasmi penetrano profondamente i membri di tutto il gruppo.

Per Anzieu il gruppo è un sogno – ciò che le persone gettano in questo gruppo non esiste nella realtà ma fa parte dei loro desideri.

l’io ricerca nel gruppo il paradiso perduto – seno buono – investendo di ciò il gruppo stesso.

Nessuno di noi ha un’immagine univoca di gruppo- vivrò il gruppo a seconda del gruppo che ho in mente.

Questa viene anche chiamata la vita sotterranea del gruppo, quella che Bion chiama gruppo di base.

Egli infatti afferma che la vita del gruppo si svolge a 2 livelli:

  • razionale esplicito = Gruppo di Lavoro
  • implicito irrazionale = Gruppo di Base ( generalmente inconscio e dominato da fantasmi)

l’attività del Gruppo di base è inconscia e spontanea, i membri si combianano tra loro secondo valenze – assunti di base – schemi mentali collettivi in numero di 3

Queste sono le 3 modalità entro cui oscilla la vita di gruppo….

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My Counselor Manuela Fogagnolo

 

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